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Stupro. Una storia d'amore - Joyce Carol Oates, Rino Serù Ho letto diversi libri che hanno come tema centrale lo stupro, sia fisico che psicologico; non ricordo però di aver subito lo stesso impatto emotivo che ho avuto con la Oates. Il suo stile è inconfondibile: se avessi letto la storia senza conoscere l'autore, avrei scommesso su di lei..E' una scrittura cattiva, cruda, tagliente che ti fa male come un pugno nello stomaco. E' una narrazione che ti fa dire grazie per tutte le sciocchezze che possiedi e per la fortuna di non vivere in uno dei suoi angoscianti romanzi.La prima metà del romanzo è davvero dolorosa, non saprei come altro definirla.. Teena viene stuprata da un gruppo di ragazzi e lasciata quasi morire mentre la figlia dodicenne, Bethie, è presente all'evento. Al di là del gesto orribile in sé, fa male perché "Teena è una puttana; Teena se l'è cercata; Teena ha provocato i giovani; Teena frequenta brutti ambienti e si veste come una ragazzina, lei VUOLE essere stuprata". Non solo non c'è il minimo di comprensione e voglia di giustizia per questa vita spezzata e per il trauma subito dalla bambina, picchiata a sangue e sfuggita allo stupro per cause fortuite; NO! La gente del paese le dà addosso, la insulta e la ritiene equamente colpevole del fatto perché se l'è cercata.Mi sono indignata. Mi sono indignata tantissimo! Non solo come lettrice o come donna; mi sono sdegnata come essere umano!La cosa più disgustosa, oltre lo stupro e la malevolenza della gente, è stato vedere come i colpevoli non solo non abbiano provato il minimo di rimorso (erano ubriachi e sotto metanfetamina: non che questo li giustifichi ovvio.. però poi magari capiscono cosa hanno fatto!), ma erano pure parecchio soddisfatti di loro stessi e l'unico rimpianto che hanno avuto è stato: "Se le avessimo uccise, ora non ci sarebbero testimoni oculari".Ero sconvolta giuro.La seconda parte è un po' meno dolorosa, sempre tenendo presente che si tratta di un libro della Oates.. Il poliziotto che è intervenuto per primo sulla scena, attua una specie di giustizia privata contro gli stupratori che rischiano di rimanere impuniti grazie ad un ottimo avvocato che istilla il dubbio nella giuria (Che dubbi ci possono mai essere direte voi?! Ebbene, riesce a crearli).Teena e sua figlia riescono pian piano ad uscire dalla spirale di disperazione in cui sono finite e qualcun altro prenderà il loro posto.Come dicevo prima, la Oates ha uno stile tutto suo e inconfondibile: la narrazione non è dal punto di vista di Teena o sua figlia, né è totalmente in terza persona; la Oates sembra presente nella storia e parla direttamente con Bethie, la capisce, le tira fuori emozioni e pensieri. Unico, davvero!

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