Born to be Bookahoilc :D

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Io e te - Niccolò Ammaniti Se avessi letto questo libro come primo di Ammaniti, probabilmente mi sarebbe piaciuto molto. Breve, essenziale, eppure abbastanza incisivo.. Insomma, quello che voleva dire l'ha detto!Però.. Niente, nulla può togliermi dalla mente l'idea che questo libro NON sia stato affatto scritto dal mio beniamino.. Non è lui, non è il suo stile, la sua storia.. Addirittura, non è il suo finale.Non è nulla. L'ho letto appena uscito, nel 2010 e un'amarezza così profonda si era impossessata di me che ho rinnegato l'esistenza stessa del libro e soprattutto che fosse frutto della mente deviata e pazzoide di Ammaniti.Se per anni e anni un dato scrittore ci abitua a certe cose, non è che poi può svegliarsi una mattina, scrivere un racconto lungo (mi rifiuto di chiamare libro un insieme di pagine scritte a carattere 72 e vendute dall'Einaudi a prezzo d'oro nemmeno fosse un diamante Trilogy..) che stona con tutto ciò che è venuto prima (e spero ciò che verrà dopo..).Innanzitutto c'è la brevità: è vero che un libro non si misura dalla pagine, lo so lo so.. Ed è anche vero che ho detto che il libro è esaustivo.. Ma nondimeno lascia una grande sensazione di insoddisfazione e di incompletezza. Tante altre cose sarebbero potute essere raccontate..Poi c'è la questione personaggi: Lorenzo e Olivia, per motivi differenti, hanno scatenato in me un forte sentimento di tenerezza, impotenza e pietà. Ma NON è questo ciò che i personaggi AMMANITIANI dovrebbero fare!! Il personaggio tipo è così diverso, così.. Non so, Ammanitiano, per l'appunto. Il discorso probabilmente non ha il minimo senso per chi non ha letto nulla di Ammaniti, dovrete perdonarmi! E' vero che spesso i protagonisti mi fanno tenerezza/pena (Saverio di Come Dio comanda, Pietro di Ti prendo e ti porto via..), ma hanno una loro forza interiore difficile da spiegare.Continuiamo a farci del male con la trama: è ineccepibile in realtà: due ragazzi soli, due anime alla deriva e un'amicizia che si crea in poco tempo. Non un'amicizia normale, fatta di risate, uscite o avventure.. Ma di convivenza forzata in una cantina e la presa di coscienza delle proprie debolezze. E giuro, io lo avrei considerato probabilmente un libro da 4* e mezzo, se fosse stato scritto da qualsiasi altro autore sulla faccia della Terra.. Io da Ammaniti mi aspetto tutt'altro, ecco. Per me lui è sempre stato l'alter ego 'italiano' di Chuck Palahniuk: due matti persi che scrivono storie al limite della credibilità, con sviluppi improbabili e finali apocalittici. E qui?! Dove è finito tutto ciò? Dove è finita l'esplosione memorabile che ha caratterizzato "L'ultimo capodanno dell'umanità"? E la lettera di Pietro in "Ti prendo e ti porto via"? Nulla di nulla..Io non so se Ammaniti ha scritto questo libro per doveri editoriali nei confronti dell'Einaudi o ha deciso di cambiare genere.. Non so quale delle prospettive mi avvilisce di più, giuro! NON può aver perso la sua ispirazione o peggio, essere diventato uno scrittore normale!! Ora devo tenerlo d'occhio con "Il momento è delicato", speriamo si sia ripreso qui!

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