Born to be Bookahoilc :D

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Estasi culinarie - Muriel Barbery TOH!!! Guarda che bella sorpresa che mi ha regalato questo libro! Non me lo aspettavo proprio.. anzi! Sono partita con un fortissimo pregiudizio, con un "Lo leggo, ma sia ben chiaro che già so che sarà una sòla tremenda".. Sarà che la Barbery mi ispira antipatia, sarà che gli scrittori francesi in generali non mi dicono niente.. Ma ancora di più, probabilmente il vero motivo della mia reticenza è che "L'eleganza del riccio" era troppo chiaccherato per i miei gusti (e dubito infatti che lo leggerò mai :D).Che poi in realtà sto ancora cercando di realizzare la cosa, perché il libro contiene un sacco di elementi che solitamente detesto.. Niente, o ho perso la mia verve, o mi hanno fatto il lavaggio del cervello :DDCome prima cosa, c'è il detestabilissimo protagonista: famoso critico gastronomico, pieno di sé, meschino, cattivo, odioso.. Appena parla, nel primo capitolo, ti viene una gran voglia di dargli un paio di sberle.. Eppure.. Niente, io l'ho amato troppo *_* Pian piano - dal momento che il romanzo è un racconto corale - mi trovavo ad aspettare con impazienza le pagine narrate dal suo POV.. Sebbene quasi tutte le voci che intervengono siano meritevoli, la sua resta la migliore! Tutto il suo cinismo, il suo ritenersi migliore degli altri, il suo ritenere la famiglia un fardello.. Diciamo che fra me e lui è nato inspiegabilmente un sentimento di stima :DLa amo, come ho sempre amato gli oggetti belli della mia vita. È così. Da padrone ho vissuto e da padrone morirò, senza scrupoli né propensione ai sentimentalismi, senza nessun rimorso per aver accumulato beni né per aver conquistato anime e individui come si compra un quadro di valore.Un'altra cosa che difficilmente avrei apprezzato in un'occasione diversa, è lo stile ampolloso e magniloquente dell'autrice. Anzi, questi due aggettivi non le fanno pienamente giustizia: è ridondante e le parole ti riempiono la bocca e sono addirittura un po' abusate (nel senso di usate taaaanto!). Quello che noi comuni mortali potremmo dire in tre parole, la Barbery riesce a dirlo in dieci. Senza però risultare pedante e noiosa.. Sono la prima a storcere il naso di fronte a esagerazioni linguistiche, ma lei è riuscita a conquistarmi senza troppe difficoltà!Probabilmente questa peculiarità è quella che maggiormente mi ha fatto apprezzare il romanzo, paradossalmente!Mi è piaciuto molto anche la coralità del racconto e ancor di più, il fatto che tutto il quadro viene ricostruito frammento dopo frammento. Inoltre spesso capire chi sta parlando non è una cosa immediata!Ho apprezzato anche l'ambiguità che si crea intorno al protagonista, Monsieur Arthens: un uomo odiato, amato, incapace (o indolente, a seconda dei punti di vista) di amare eppure uomo assai attento in determinate situazioni.. *_*E poi niente, il modo di pensare di Monsieur Arthens mi ha affascinato. Enormemente. Anche se questo rientra nella parte "Il protagonista è davvero meritevole" :DPer concludere, il modo in cui descrive i cibi e le estasi culinarie mi ha davvero colpito enormemente.. In certe punti mi ha dato quasi un'idea di erotismo.. E questa citazione rafforza il mio pensiero:Nessuno potrà mai scalfire la mia convinzione che le verdure crude con la maionese abbiano un che di spiccatamente sessuale. La consistenza della verdura si insinua nel velluto della crema; non avviene una reazione chimica come per molte preparazioni, in cui entrambi gli alimenti perdono un po’ della loro natura per sposare quella dell’altro e, come succede al pane imburrato, tramutarsi per osmosi in una nuova e meravigliosa sostanza. La maionese e le verdure, al contrario, restano immutate, identiche a sé stesse, ma, come nell’atto sessuale, sono travolte dalla loro unione.Nonostante la bella esperienza, come dicevo, non penso che continuerò con la Barbery.. Meglio non rovinare la prima impressione, sento che "L'eleganza del riccio" sia troppo per me XD

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