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Il silenzio dell'onda - Gianrico Carofiglio Gianrico, Gianrico.. Che mi combini?! Dove è finito l'autore de "Le perfezioni provvisorie"?!Mi aveva abituato troppo bene con le avventure dell'avvocato Guerrieri.. E io in quest'opera sinceramente non ho trovato nulla del brio che caratterizza gli altri romanzi!Innanzi tutto, questo romanzo è di una staticità che fa venire quasi l'ansia. Fondamentalmente, non succede NULLA. Le settimane, i mesi passano, ma la storia avrebbe potuto dipanarsi anche nell'arco di una sola giornata, per quanto procede lenta.. Non c'è il minimo di pathos, di suspense,, Niente di niente. E sì che Carofiglio ci prova, a creare pathos e attesa! La vicenda inizia infatti in medias res con il lettore che entra a contatto con Roberto (protagonista) e Giacomo (secondo protagonista) ed è pieno di domande.. L'aspettativa, in effetti, è altissima! Peccato che poi venga delusa..Inizialmente mi è piaciuta la doppia narrazione con la parte di Roberto narrata in terza persona e quella di Giacomo in prima (perché ciò che leggiamo è il suo diario).. Bella, interessante, accattivante.. Sì, fino a che subentra alla sorpresa la noia e la monotonia.Il passato di Roberto che viene ricostruito poi.. No, dai!! A me ha fatto cadere la mascella per terra dalla delusione! mi aspettavo grandi cose (Ogni volta che uso l'espressione "Aspettarsi grandi cose", mi viene in mente Olivander quando incontra Harry per la prima volta.. Andiamo bene!! :D), mentre alla fine ci ritroviamo con un pugno di cenere, un "Ebbé?? Tutto qua?!" e la voglia di prendere a pugni qualcuno.Credo che Roberto sia uno dei personaggi più insofferenti che io abbia mai incontrato. Apatia portami via! E io accetterei una cosa del genere, se solo fosse ampiamente giustificato.. Ma Roberto non ha nessun motivo per esserlo! C'è, ma è come se non ci fosse. Ascolta, ma in realtà non ascolta. Si astrae (più spesso che no).. Non sembra affatto un personaggio reale, più che altro una proiezione. E la sua indolenza mi ha fatto deprimere..Emma è un personaggio pruriginoso. Insomma.. perché crearlo così sgradevole? Alcune risposte mi hanno fatto venire l'orticaria! La parte di Giacomo non è convincente: è un bambino di 11 anni, ma fa dei discorsi da adulto.. In realtà, per spezzare una lancia in favore dell'autore, Carofiglio imposta lo stile di Giacomo in modo diverso da quello usato per Roberto.. Insomma, effettivamente per certi modi di esprimersi è un bambino.. Però nella maggior parte dei casi, mentre leggevo il tarlo del dubbio si era impossessato della mia mente!La storia.. No, non ci siamo proprio. Dire che non è convincente è fargli un complimento.. A questo punto, vedasi nuovamente il punto in cui affermo che la mascella mi è arrivata per terra. Tra flashback insensati, racconti che dovrebbero essere strappalacrime ma che ti lasciano un senso di freddezza incredibile e un finale a dir poco paraculo, Carofiglio dà il peggio di sé.Il problema di questo libro non è solo nella trama, purtroppo. Ho trovato demoralizzante anche i dialoghi (no comment), che sono davvero improbabili, e lo stile. E' davvero una scrittura piatta, noiosa, ripetitiva e stancante. Una scrittura che davvero non si addice a Carofiglio, che ha ben dato prova della sua bravura con i romanzi precedenti! Non me lo spiego, giuro. Da una parte mi vien da dire che è 'bravo' a saper utilizzare due stili completamente diversi tra loro a suo piacimento (anche se, ehm, questo qui andrebbe davvero migliorato!).. D'altro canto, mi viene da pensare che soffre della doppia (o magari tripla) personalità. O ancora, che un demone si sia impossessato di lui. O forse, semplicemente, questo libro è stato scritto in fretta e furia per rispettare necessità editoriali e soprattutto cogliere l'occasione del premio Strega.. Ecco, ciò cosa è sconvolgente: questo libro è tra i FINALISTI del premio Strega! Rendiamoci conto!! Giuria venduta e drogata.. :DUna cosa bella che ho trovato è Roma. La mia amatissima e bellissima Roma. Non è descritta così accuratamente da diventare ella stessa protagonista del romanzo, attenzione.. Anzi, la storia avrebbe potuto benissimo svolgersi in Burundi, a Tokyo o San Francisco. Ma niente, la sua presenza mi ha fatto sentire bene :DLe tre stelline sono effettivamente poco oggettive. Ma Carofiglio mi fa un'enorme simpatia.. E uno scivolone ci sta per tutti!! Lo perdono, dai!

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