Born to be Bookahoilc :D

Books, books, books and some more books.
La città fantasma - Patrick McGrath, Alberto Cristofori Se posso consigliarvi, non iniziate a leggere McGrath da questo libro; è bello, per carità.. Ma sono tre racconti e nonostante la sua bravura, l'autore non riesce ad esprimersi al meglio.. Questo libro può essere gustato e apprezzato dopo aver letto i suoi romanzi, "Follia" e "Grottesco " prima di tutti.Detto ciò, torniamo a noi! :DProtagonista indiscussa di due dei tre racconti è senza ombra di dubbio New York, da cui poi anche il titolo della raccolta. E' una New York presa in esame a diversi stadi della sua evoluzione: In "L'anno della forca" ci troviamo alla fine del '700, quando la città è poco più di un agglomerato di case e sotto assedio inglese che non riesce ad accettare e tollerare la dichiarazione di indipendenza; in "Julius" l'azione si sposta nella fine del XIX secolo e in "Ground zero", siamo ovviamente nella New York post attacco alle torri gemelle, nel settembre/ottobre 2001. LA presenza della città -quasi fosse un ente fisico- si percepisce vivamente in "L'anno della forca" e "ground zero" ed entrambe le volte è una città che ha perso sé stessa, vittima della violenza e incapace di difendersi. In Julius, il racconto più lungo, la città passa paradossalmente in secondo piano, lasciando la scena a temi molto cari a McGrath: la follia, la malattia (del corpo e della mente), le cure psichiatriche. C'è una frase in questo racconto, che mi sembra perfetta per descrive McGrath e la sua linea di pensiero e azione:Uno strano gruppo familiare - addirittura comico, benché in modo morboso - in una stanza dominata da un fantasma, qualora si pensi a un fantasma come a uno spirito umano racchiuso e conservato in un quadro. A capotavola, un signorotto sifilitico con accanto un pittore orbo e con un uomo appena uscito da un manicomio [perché responsabile dell'occhio orbo, ndt]. Ecco.. Per me questa è la quintessenza dell'autore.. C'è tanto altro in lui, indubbiamente: ma se mi dovessero chiedere di spiegare McGrath, probabilmente userei queste poche righe.In ordine di preferenza, questo racconto è il mio preferito. Ho ritrovato scintille che avevano già caratterizzato "Follia" e "Grottesco", quindi mi sono sentita in acque sicure.. Il primo racconto è un po' sciapo: non brutto, no.. Inutile, direi! Lo leggi, lo apprezzi e poi lo inserisci nel cestino per far posto ad altre cose più memorabili. Anche qui si presagisce il tema della malattia e della pazzia, ma non sono sviluppati a sufficienza, secondo me!Poi c'è "Ground zero", e devo ammettere che l'ho apprezzato molto! Innanzitutto, c'è la New York quotidiana dopo l'11 settembre.. Mi ha fatto uno strano effetto.. Sono andata a Ground zero, dove hanno fatto una cosa (in puro stile americano) di una bellezza e tristezza rara, ma non mi ero mai soffermata più di tanto sul 'E i newyorchesi cosa dicono? Cosa provano? Cosa è stato aggirarsi per un quartiere fantasma?'. Quando è successo avevo 11 anni e non avevo capito la gravità della cosa.. e' stato emozionante (non in senso 'Che figata!!', nel senso di aver provato una forte commozione) rivivere la cosa seguendo i protagonisti newyorchesi, ecco!Qui invece la morbosità di McGrath fuoriesce in tutto il suo splendore.. Seriamente, che angoscia! Solo lui sa scrivere in questo modo, c'è poco da fare! ç_çE poi la narratrice.. Non voglio farvi spoiler quindi.. SPOILER!!!AMO i narratori NON obiettivi e assolutamente fuorvianti!!FINE SPOILER!!Consigliato, ma solo se avete dimestichezza con McGrath, amate i racconti e non avete problemi con personaggi sciroccati, folli e morbosi! :DD

Currently reading

I Know This Much Is True
Wally Lamb
Canne al vento
Grazia Deledda, Angela Cerinotti
Corso di arabo contemporaneo
Olivier Durand
L'Esilio del Re - The Chronicles of Wendells
Alessandra Paoloni, Elisabetta Baldan