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Fifty Shames of Earl Grey

Fifty Shames of Earl Grey - Fanny Merkin,  Andrew Shaffer Lo ammetto, ho un debole per le parodie :DSoprattutto se ad esser parodiata è un'opera patetica come "Cinquanta sfumature blablabla"..I libri di Rossella Calabrò mi hanno fatto ridere come una disgraziata, e quando ho visto questo libro alla Feltrinelli International non ho potuto esimermi dal leggerlo..Innanzitutto, come non notare quanto gli americani siano inquadrati? C'era seriamente bisogno di mettere sulla copertina lo smile giallo enorme con su scritto "A parody"? Qualcuno aveva dubbi che fosse stato un libro serio? No? Nessuno? Ecco, appunto. XDIl titolo è fenomenale.. Ci ho riso su dieci minuti, minimo! E tralaltro la controparte meno irritante di Christian Grey si chiama proprio Earl Grey, discendente della casata di creatori di tè Earl grey, per l'appunto :DCerti pezzi sono simpaticissimi, e il modo in cui la James viene presa per il culo ha qualcosa di sensazionale.. La grande pecca di questo libro è che, pur essendo una palese presa per i fondelli, ricalca TROPPO le cinquanta blablabla. Insomma, già leggere quello è stata una sofferenza e una tortura (Caro Christian, a te che piacciono tanto, prova a leggere questo libro e poi capirai che la tua stanza delle torture altri non è che un parco giochi per noialtri!!), ripercorrere le fasi della conoscenza/amore/relazione tra i due è frustrante.. Sicuramente le parodie italiane della Calabrò sono cento volte meglio!! Almeno lì si rideva e basta :D Qui ogni tanto alcuni pezzi erano TROPPO simili all'originale, per potersi godere le battute e l'ironia..Però le pagine in cui Earl compra Wallmart (per non far finire il turno ad Anna), la Washington State university (per non farla studiare per gli esami finali) e la casa (per poter essere lì senza permesso) mi hanno fatta morire, ahahah!!He’s the kind of guy you want to write fanfic about I don't own this bar. I'm a part-time bartender. It's one of my many hobbies. Everything he says makes me want to make sandwiches with him I sit down at my desk with my quill pen and parchment to write an essay for my ethics class on the legalities of fan fiction. He’s like a really rich caveman. Me. Want. Anna! “I’m a Dungeon Master, Anna.” What? My inner guidette screeches to a halt on her hamster wheel. I have no clue what he’s talking about. “What exactly does a Dungeon Master do?” “I’m into BDSM,” he says. “Is that a workout thing, like Zumba?” “No, Anna, it’s not anything like Zumba. BDSM is a live-action role-playing game: Bards, Dragons, Sorcery and Magick. I play with women in my dungeon and things can get . . . a little hot.” “You don’t know the depths of my perversion,” he says. I’ve already seen him at what I figured was the depth of his shame, buying a Nickelback CD. “Have you ever worked in fast food?” I shake my head. “Too bad,” he says, washing down his McRib with a Shamrock Shake, another out-of-season menu item. “I like girls who can take orders.” “Is this your way of asking if I’ll play this kinky BDSM game with you, Mr. Grey?” The amount of pain I can tolerate on a scale of 1 to 5, where 1 is “none” and 5 is “listening to anything by Fergie or the Black-Eyed Peas,” is: 1–2–3–4–5 “You’re beautiful, Anna,” he says. I’m not good at taking compliments, but I try my best. “You’re more beautiful,” I say. “I know,” he says. “You ready to do this?”

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