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Boy A

Boy A: Movie Tie-in Edition - Jonathan Trigell E' un libro crudele e doloroso da far male, come un pugno nello stomaco.E' un libro che mi fa sentire fortunata e ringraziare per ogni sciocchezza che possiedo.E' un libro che mi ha scosso profondamente: per me esiste il bianco o il nero, nessuna sfumatura nel mezzo.. E quindi MAI avrei potuto pensare di provare pietà, tristezza e dolore per i due bambini, BOY A e BOY B, che non hanno èiù diritto nemmeno ad un nome.Se avessi letto la notizia su un giornale (Il libro si ispira infatti ad un orrore accaduto in Inghilterra nel 1993), li avrei etichettati come mostri, scempi della natura. Due bambini di 11 anni che seviziano, mutilano e uccidono una bambina di 10 (nella realtà, le cose sono ancora più macabre: la vittima è un bimbo di 6 anni ). Come altro si può definirli? Eppure .. Eppure c'è il famoso rovescio della medaglia, difficile da ignorare. BOY B vive con un frtaello teppista che lo riempie di botte e lo stupra. Non conosce alra vita che quella del rubare e prendersi con la forza e la violenza tutto ciò che gli è stato negato. Non conosce l'affetto dei genitori, nè di nessun altro.BOY A, il protagonista della storia. viene picchiato quotidianamente dai suoi coetanei (11 anni, non so se rendo l'idea. Io a 11 anni ancora giocavo con le Barbie..).. E non può contare sui genitori perchè vede l'ombra di delusione e disgusto nello sguardo del padre.C'è poi Terry.. Che dolce! L'assistente sociale che diventa per BOY A una sorta di padre, che non lo giudica, ma cerca di dargli una seconda possibilità.E questa possibilità c'è: BOY A diventa Jack, Terry gli trova un lavoro e una casa, e tutto sembra andare per il meglio.. Ovviamente non è così, perchè i lieto fine non esistono, lo sappiamo tutti, ma BOY A si sente libero. Svuotato di sensi di colpa e tristezza. Ha conosciuto l'amore, ha avuto un lavoro, ha fatto amicizia, fatto l'amore e salvato una vita. Ha avuto le sue giornate di sole. (pag 249. Non so quanto ci ho pianto su queste tre righe..).Dentro di me so che è giusto che i due bambini pagassero. Ma la storia vista dal punto di vista dei due piccoli mostri è semplicemente straziante.Lo stile di Trigell inizialmente mi ha disturbato (scrive al presente della vita di Jack, al passato di quella di BOY A).. Ma poi ho finito per apprezzarla così com'è. Trigell non ci risparmia niente: il tono è duro, le parole taglienti, e ciò rende il libro ancora più doloroso.Splendido. Un libro che TUTTI dovrebbero leggere, per mettersi dalla parte di chi sbaglia. Si chiama Jack. Il nome se l'è scelto lui. Non capita a tutti di potersi scegliere il nome. Ne ha visti molti provarci, darsi nomi cattivi, o accattivanti, ma sono finzioni e non si attaccano. Jack l'ha scelto da un libro "Il grande libro dei nomi", un buon posto dove cominciare. Un nome comune, ma anche un nome di classe, è per questo che gli piace. Jack ha mille usi, c'è il Jack di cuori e la presa a Jack, il Jackpot, La Union Jack, Jack La Motta, il Jack è il boccino nelle bocce, il cric per le macchine e la sorpresa in una scatola a sorpresa, Jack è il marinaio e il boscaiolo e il popcorn caramellato Crackerjack. Sempre l'infanzia che lo perseguita: l'infanzia che gli hanno negato, per averne negata un'altra. E Jack lo squartatore- a questa ci ha pensato solo in un secondo momento. (Pag 5) "Hey, cos'hai? Uno specchio nelle mutande? Perchè mi ci vedo dentro" . XD No, scusate la volgarità, e la battuta fuori luogo, ma mi ha fatto morire. Non so quanto resisterei ad un uomo che me la dicesse xD

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