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Paper Towns

Paper Towns - Questa volta Green non è riuscito a convincermi del tutto :(Anzi, ancora peggio.. Ho fatto una fatica incredibile ad ingranare con la storia, che mi ha realmente preso da poco prima della metà.. Poi certo, Green è Green, quindi alla fine il libro merita 4 stelline, però sento una leggera stonatura rispetto agli altri suoi libri che ho letto!Ho ritrovato parecchi elementi che avevano caratterizzato "Cercando Alaska", opera che mi ha fatto conoscere (e innamorare di) Green.. Il protagonista, un ragazzo quieto, buono e fondamentalmente "innocuo" pronto a giocare sempre secondo le regole (fino a che non viene "svegliato".. :D); una protagonista che può benissimo essere paragonata ad un vulcano, che in un certo senso trasmette buon umore ma che dentro ha un abisso di tristezza e vuoto..Ecco, forse l'elemento che non sono riuscita ad apprezzare fino in fondo è l'eccessiva malinconia del libro. Ragazzi, a me ha messo una certa ansia esistenziale! E forse mi aspettavo anche un finale leggermente diverso**: tutto si può dire tranne che abbia soddisfatto il mio bisogno di buone novelle! Anzi, leggendo le ultime pagine in me si faceva prepotentemente strada la domanda: "Ma seriamente? Siamo arrivati fino a qui per...?!". Razionalmente so che Green ha fatto una buona scelta, ma tant'è.. :DQuentin, in arte Q è un personaggio coi fiocchi, ma come detto prima, di certo Green non ha nessun problema a creare personaggi maschili! Viene voglia di afferrarlo, abbracciarlo e di averlo come amico.. E' un personaggio "vero", che è facile immaginare in carne e ossa e non solo come un personaggio di carta!Mi è piaciuto molto anche il rapporto che c'è tra i tre amici, Q, Ben, Radar: li ho invidiati abbastanza per il cameratismo che c'è tra loro, come siano tutti pronti a rinunciare ai loro piani se l'amico è in difficoltà e ad accorrere nel momento di bisogno :')Al di là della malinconia (che magari è soggettiva eh! :D), Green ha una gran penna: situazioni esilaranti e paradossali (Come le vendette di Margo o il viaggio che compiono Q, Radar e Ben.. Non vi dico niente per non fare spoiler!!), dialoghi brillanti e spesso taaaante risate!Insomma, non il miglior Green di sempre ma.. come direbbe il saggio: meglio un Green non al massimo della forma che un autoruncolo che si spaccia per nuovo messia della letteratura (coff coff. Molti di loro stanno invadendo il mercato editoriale, oggi come oggi XD)**Rileggendo i miei pensieri circa "Will ti presento Will", mi accorgo che anche qui non mi aveva soddisfatto pienamente il finale.. Mmm!!“Light,” I said, “the visible reminder of Invisible Light.” “That’s beautiful,” she said. “T. S. Eliot,” I said. Ben,” I said. “Yeah?” “Dude, I don’t want to talk about Lacey’s prom shoes. And I’ll tell you why: I have this thing that makes me really uninterested in prom shoes. It’s called a penis.” Talking to a drunk person was like talking to an extremely happy, severely brain-damaged three-year-old. I sighed quite loudly as Radar, seated next to me, pulled out his handheld and started working on Omnictionary. “Just deleting vandalism on the Chuck Norris page,” he said. “For instance, while I do think Chuck Norris specializes in the roundhouse kick, I don’t think it’s accurate to say, ‘Chuck Norris’s tears can cure cancer, but unfortunately he has never cried.’ What about the rest of your life?” She shrugged. “What about it?” “Aren’t you worried about, like, forever?” “Forever is composed of nows,” she says.

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